Costituzione


Visioni


Informazioni dettagliate sulle visioni proposte sono disponibili su IMDb

  • “Metropolis” di Fritz Lang, 1927
  • “La più grande avventura” di John Ford, 1939
  • “Il signore delle mosche” di Peter Brook, 1963
  • “Danton” di Andrzej Wajda, 1982
  • “Il mondo nuovo” di Ettore Scola, 1982
  • “Il patriota” di Roland Emmerich, 2000
  • “Approaching the elefant” di Amanda Rose Wilder, 2014
  • “Dustur” di Marco Santarelli, 2015

Letture

Informazioni dettagliate sulle letture proposte sono disponibili su anobii

 

  • “La città del Sole” di Tommaso Campanella, 1602
  • “Costruire la democrazia. Premesse alla Costituente” di Piero Calamandrei, 1945
  • “I ventitré giorni della città di Alba” di Beppe Fenoglio, 1952
  • “Il signore delle mosche” di William Golding, 1952
  • “Lettere di condannati a morte della Resistenza europea”, 1954
  • “Gli affari del signor Giulio Cesare” di Bertolt Brecht, 1957
  • “Il partigiano Johnny” di Beppe Fenoglio, 1968
  • “Cecità” di Josè Saramago, 1995
  • “Le piccole utopie” di Irene Bignardi, 2003
  • “La costituente: storia di Teresa Mattei” di Patrizia Pacini, 2011

1. Presentazione. La Costituzione è, nel contempo: (a) l’atto politico che sancisce gli obiettivi che una società intende perseguire e (b) l’atto giuridico che contiene le regole fondamentali dello Stato che governa quella società.
La Costituzione italiana è stata approvata dopo la sconfitta del fascismo dall’Assemblea costituente, un organo appositamente eletto da tutti i cittadini italiani maggiorenni (uomini e, per la prima volta, donne) il 2 giugno 1946; l’Assemblea Costituente ha concluso i suoi lavori il 22 dicembre 1947, licenziando una Costituzione di 139 articoli, che è poi entrata in vigore il 1° gennaio 1948.

2. In senso teorico. Dal punto di vista giuridico, la Costituzione è l’insieme delle regole giuridiche fondamentali di uno Stato, e in particolare delle regole che:

  1. disciplinano la vita dei cittadini, stabilendo quali sono i loro diritti e i loro doveri;
  2. disciplinano i rapporti tra le istituzioni pubbliche centrali (Presidente della Repubblica, Parlamento, Governo, Magistratura, Corte costituzionale), stabilendone i poteri;
  3. disciplinano i rapporti tra istituzioni pubbliche centrali e istituzioni pubbliche locali (Regioni, Province, Comuni), stabilendone i poteri.

Dal punto di vista politico, la Costituzione può essere considerata l’insieme di tutti gli elementi fondamentali che compongono le varie visioni del mondo (liberale, socialista, religiosa, laica, federalista, centralista, ecc.) presenti in una determinata società, in modo tale che nessuno (o quasi) possa sentirsi escluso. Sotto questo profilo, l’alternativa alla Costituzione è la guerra civile, il che rende possibile concepire la Costituzione come un armistizio tra parti altrimenti belligeranti.
Quasi tutti gli Stati del mondo hanno oggi una Costituzione scritta; tra le eccezioni più rilevanti c’è il Regno Unito, le cui regole giuridiche fondamentali sono contenute in tradizioni vecchie di secoli (consuetudini costituzionali) e in singoli testi legislativi.

3. In senso storico. Dal punto di vista dell’antropologia giuridica, si potrebbe ritenere che ogni gruppo umano che vive seguendo delle regole ha una Costituzione. Dal punto di vista della scienza giuridica, la parola «Costituzione» ha, però, un significato più preciso, nato intorno alla seconda metà del Settecento con il costituzionalismo, una corrente di pensiero riconducibile alla filosofia politica e del diritto che mirava a limitare il potere opponendosi all’assolutismo (propugnatore, invece, del potere ab solutus, cioè sciolto da ogni vincolo che potesse limitarlo). Nell’ottica del costituzionalismo non ci può, dunque, essere Costituzione senza il riconoscimento dei diritti (ogni diritto è un limite al potere, perché stabilisce cose che il potere non può fare) e senza la ripartizione del potere tra ambito legislativo (potere di creare le regole, affidato al Parlamento), esecutivo (potere di attuare le regole, affidato al Governo) e giudiziario (potere di risolvere le controversie nascenti dall’attuazione delle regole, affidato alla Magistratura).