Libertà


Intervista a Sandra Bonsanti

  • Visioni
  • Letture
Informazioni dettagliate sulle visioni proposte sono disponibili su IMDb

  • “Il delitto Matteotti” di Nelo Risi, 1956
  • “Gli onorevoli” di Sergio Corbucci, 1963
  • “Gandhi” di Richard Attenborough, 1982
  • “Mission” di Roland Joffé, 1986
  • “Malcom X” di Spike Lee, 1992
  • “L’uomo della pioggia” di Francis Ford Coppola, 1997
  • “A civil action” di Steven Zaillan, 1998
  • “Garage Olimpo” di Marco Bechis, 1999
  • “Bread and Roses” di Ken Loach, 2000
  • “I cento passi” di Marco Tullio Giordana, 2000
  • “Cose di questo mondo” di Michael Winterbottom, 2002
  • “Bloody Sunday” di Paul Greengrass, 2002
  • “Lettere dalla Palestina” di Franco Angeli, Giuliana Berlinguer, Maurizio Carrassi, Giuliana Gamba, Roberto Giannarelli, Wilma Labate, Francesco Ranieri Martinotti, Francesco Maselli, Mario Monicelli, Ettore Scola, Fulvio Wetzl , 2003
  • “Mare dentro” di Alejandro Amenábar, 2004
  • “Alla luce del sole” di Roberto Faenza, 2005
  • “La Rosa bianca – Sophie Scholl” di Marc Rothemund, 2005
  • “Le vite degli altri” di Florian Henckel von Donnersmarck, 2006
  • “Salvador – 26 anni contro” di Manuel Huerga, 2006
  • “Sicko” di Michael Moore, 2006
  • “In fabbrica” di Francesca Comencini, 2007
  • “Bordertown” di Gregory Nava, 2007
  • “In questo mondo libero” di Ken Loach, 2007
  • “Il colore della libertà – Goodbye Bafana” di Bille August, 2007
  • “Persepolis” di Marjane Satrapi, 2007
  • “Il giardino dei limoni” di Eran Riklis, 2008
  • “La siciliana ribelle” di Marco Amenta, 2008
  • “Milk” di Gus Van Sant, 2008
  • “Complici del silenzio” di Stefano Incerti, 2008
  • “Recount” di Jay Roach, 2008
  • “La classe – Entre les murs” di Laurent Cantet, 2008
  • “Welcome” di Philippe Lioret, 2009
  • “Agorà” di Alejandro Amenábar, 2009
  • “Il sangue verde” di Andrea Segre, 2010
  • “We want sex” di Nigel Cole, 2010
  • “Pugni chiusi” di Fiorella Infascelli, 2011
  • “Terraferma” di Emanuele Crialese, 2011
  • “The Lady – L’amore per la libertà” di Luc Besson, 2011
  • “No – I giorni dell’arcobaleno” di Pablo Larrain, 2012
  • “The Summit” di Franco Fracassi, Massimo Lauria, 2012
  • “Diaz – Non pulire questo sangue” di Daniele Vicari, 2012
  • “Bella addormentata” di Marco Bellocchio, 2012
  • “The Square – Inside the Revolution” di Jehane Noujaim, 2013
  • “The Spirit of ‘45” di Ken Loach, 2013
  • “Vado a scuola” di Pascal Plisson, 2013
  • “Smetto quando voglio” di Sydney Sibilia, 2013
  • “Il venditore di medicine” di Antonio Morabito, 2013
  • “Everyday Rebellion” di Arman T. Riahi, Arash T. Riahi, 2014
  • “Jimmy’s Hall – Una storia d’amore e libertà” di Ken Loach, 2014
  • “Io sto con la sposa” di Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande, Khaled Soliman Al Nassiry, 2014
  • “Due giorni, una notte” di Jean-Pierre e Luc Dardenne, 2014
  • “Pride” di Matthew Warchus, 2014
  • “Il caso Spotlight” di Thomas McCarthy, 2015
  • “Suffragette” di Sarah Gavron, 2015
  • “Taxi Teheran” di Jafar Panahi, 2015
  • “Les sauteurs” di Moritz Siebert, Estephan Wagner, Abou Bakar Sidibé, 2016
  • “Io, Daniel Blake” di Ken Loach, 2016

Informazioni dettagliate sulle letture proposte sono disponibili su anobii

  • “La capanna dello zio Tom” di Harriet Beecher Stowe, 1853
  • “Tre operai” di Carlo Bernari, 1934
  • “Abolire la miseria” di Ernesto Rossi, 1945
  • “Quaderni del carcere” di Antonio Gramsci, 1948
  • “1984” di George Orwell, 1949
  • “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury, 1953
  • “Vita di Galileo” di Bertolt Brecht, 1956
  • “I minatori della Maremma” di Luciano Biancardi, Carlo Cassola, 1956
  • “Banditi a Partinico” di Danilo Dolci, 1956
  • “La giornata di uno scrutatore” di Italo Calvino, 1963
  • “L’onorevole” di Leonardo Sciascia, 1965
  • “Lettera a una Professoressa” di Scuola di Barbiana, 1967
  • “Tuta blu – Ire, ricordi e sogni di un operaio del Sud” di Tommaso Di Ciaula, 1978
  • “Un vestito di libertà” di Cosimo Dino Guida, 1989
  • “Preferirei di no. Le storie dei dodici professori che si opposero a Mussolini” di Giorgio Boatti, 2001
  • “I nuovi schiavi” di Kevin Bales, 2002
  • “La libertà individuale come impegno sociale” di Amartya Sen, 2003
  • “Il coraggio di scegliere. Riflessioni sulla libertà” di Fernando Savater, 2003
  • “La masseria delle allodole” di Antonia Arslan, 2004
  • “Cordiali saluti” di Andrea Bajani, 2005
  • “Quello che non si doveva dire” di Enzo Biagi, Loris Mazzetti, 2006
  • “La prima volta che ho votato. Le donne di Piacenza e le elezioni del 1946” di Anna Bravo, Caterina Caravaggi, Teresa Mattei, 2006
  • “Il potere dei sogni” di Luis Sepúlveda, 2006
  • “Diario russo” di Anna Politkovskaja, 2007
  • “Memorie di un soldato bambino” di Ishmael Beah, 2007
  • “Per la scuola” di Piero Calamandrei, 2008
  • “Il mio nome è Victoria” di Victoria Donda, 2010
  • “Operaie” di Leslie T. Chang, 2010
  • “Rita Atria. La picciridda dell’antimafia” di Petra Reski, 2011
  • “Non ci possiamo più permettere uno Stato sociale. FALSO!” di Federico Rampini, 2012
  • “La fabbrica del panico” di Stefano Valenti, 2013
  • “Io sono Malala” di Malala Yousafzai, 2013
  • “Diari dell’occupazione” di Shehadeh Raja, 2014
  • “Odio gli indifferenti” di Antonio Gramsci, 2015
  • “Un uomo bruciato vivo. Storia di Ion Cazacu” di Dario Fo, Florina Cazacu, 2015
  • “La parola contraria” di Erri De Luca, 2015
  • “Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del Sud” di Alessandro Leogrande, 2016
  • “Razza di zingaro” di Dario Fo, 2016
  • “C’è chi dice no. Cittadini comuni che hanno rifiutato la violenza del potere” di Amedeo Cottino, 2016
  • “Il canto della libertà” di Sandra Bonsanti, 2016

1. Presentazione.
La Costituzione italiana non si limita a riconoscere in modo astratto e generico il valore morale e sociale della libertà, ma si spinge a tutelarla direttamente e immediatamente, riconoscendola come un interesse e una pretesa legittima delle persone. In breve: come un diritto o un insieme di diritti precisi a cui corrispondono precisi doveri.
Non si tratta, ovviamente, di una “esclusiva” del nostro ordinamento: in molte delle costituzioni contemporanee si possono rintracciare ricchi elenchi di diritti riconosciuti e garantiti dai poteri pubblici.
Sebbene la tutela costituzionale delle libertà non sia un dato recente (già la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789, nel suo sedicesimo articolo, proclamava solennemente che «Ogni società in cui la garanzia dei diritti non è assicurata, né la separazione dei poteri stabilita, non ha una costituzione»), il processo di effettivo, pieno e diffuso riconoscimento delle libertà è stato molto lento e faticoso. Neppure oggi, neppure in Italia, esso può dirsi pienamente compiuto.
Sono essenzialmente tre le libertà fondamentali che la Costituzione riconosce e protegge: civili, politiche, sociali, a cui corrispondono altrettanti tipi di diritti: civili, politici, sociali.

2. Le libertà civili. Le libertà civili (o negative, c.d. libertà “dallo Stato”) sono concepite essenzialmente come assenza di divieto o costrizioni, come un non impedimento a fare. Tali forme di libertà mirano a ritagliare sfere di autonomia in favore degli individui e – specularmente – a fissare dei limiti all’azione dello Stato e dei suoi organi. In questo senso, l’individuo è libero quando non è consentito allo Stato o agli altri di interferire nelle sue scelte o azioni, che restano pertanto a sua disposizione.
Le libertà civili sono quelle che, storicamente, hanno prima delle altre trovato un formale riconoscimento nelle costituzioni.
Si tratta di diritti strutturati, nella Costituzione italiana, su un modello a cerchi concentrici, che dalla libertà personale (vale a dire, dalla libertà di non subire arresti o analoghe limitazioni se non lo prevede la legge e se non decide in tal senso un giudice terzo ed imparziale, disciplinata dall’art. 13 Cost.) interessano via via ambiti sempre più ampi. Possono allora, a titolo di esempio, essere ricordati l’inviolabilità del domicilio (art. 14 Cost.), la libertà e segretezza della corrispondenza (art. 15 Cost.), di circolazione e soggiorno (art. 16 Cost.), di riunione (art. 17 Cost.), di associazione (art. 18 Cost.), di manifestazione del pensiero (art. 21 Cost.) o, nell’ambito dei rapporti economici, il diritto alla proprietà (art. 42 Cost.).

3.  Le libertà politiche. La Costituzione non si limita a proteggere gli individui da ingerenze esterne, ma pone anche le basi per l’affermazione di ulteriori libertà, fra le quali assumono carattere imprescindibile le modalità di partecipazione dei cittadini e delle cittadine alla formazione del potere politico. Rientrano allora fra le libertà politiche quei meccanismi e congegni istituzionali che regolano i rapporti fra governati e governanti, che consentono ai primi di partecipare – direttamente o indirettamente – alla gestione della “cosa pubblica” e che impongono ai secondi di agire in una cornice di limiti e regole fissati dalla Costituzione e, nel rispetto di questa, dalle leggi.
Se le libertà civili ci tutelano dallo Stato e dagli altri, le libertà politiche ci fanno liberi nello Stato e con gli altri, ci consentono di vivere nella comunità politica da veri cittadini e non da sudditi. A tali forme di libertà, la Costituzione collega diritti precisi, quali quelli elettorali (il voto, ai sensi dell’art. 48 Cost., co. 2, è «personale ed eguale, libero e segreto») o quelli che contribuiscono a sviluppare o irrobustire i raccordi fra chi è governato e chi governa. Così, per esempio, l’art. 49 Cost.: «Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale».

4. Le libertà sociali. Ultime in ordine di apparizione storica sono le libertà sociali, ossia quelle forme di libertà che si realizzano non tanto nello Stato quanto mediante lo Stato, il quale è tenuto a intervenire, attraverso politiche di redistribuzione di risorse e di welfare, per riequilibrare le disparità esistenti tra i singoli e per assicurare il benessere degli stessi.
In questo senso, l’individuo è libero nella misura in cui venga aiutato a far fronte a una situazione iniziale d’indigenza e disparità (di beni materiali, d’istruzione, di salute, di condizione sociale e personale). L’intreccio fra libertà sociali, politiche e civili, è ben illustrato dalla considerazione in base alla quale «un uomo che ha fame non è libero», che efficacemente sintetizza come la mancanza o carenza di mezzi di sostentamento, di assistenza e cura sanitaria, di istruzione e formazione, può esporre singoli e gruppi alle ingerenze e prevaricazioni dei più forti, più colti, più ricchi. Centrale, nell’architettura costituzionale che sostiene la tutela delle libertà sociali, è il principio di uguaglianza sostanziale (art. 3 Cost., co. 2), in base al quale «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese».